Delle arti - Scuola di Alta Formazione per Donne di Governo - Scuola di Alta Formazione per Donne di Governo

Delle arti

Nel 1971, tra la domanda radicale di Linda Nochlin “Perché non ci sono state grandi artiste donne?” e il breve ma significativo testo dal titolo Assenza della donna dai movimenti celebrativi della manifestazione creativa maschile che Carla Lonzi, in Italia, pubblicava per le edizioni di Rivolta femminile, si avviava l’apertura di un dibattito tra assenza o partecipazione, inclusione differente o esclusione determinata dal mondo dell’arte, identità e ruoli nei sistemi dell’arte e della cultura, che ancora richiede di essere studiato. Proprio nel nodo critico e epistemologico tra arte, storia e politica, si apriva dunque un panorama ampio e complesso. Si tratta di un passaggio non semplice perché la motivazione fu radicale, tra politica e ricerca di sé. La ricerca di artiste e critiche ha rivoluzionato dall’interno non soltanto il linguaggio dell’arte, ma le regole o gli stereotipi linguistici della sua scrittura, alla base del modo di pensare, di vedere e di costruire identità attraverso l’arte. L’Accademia propone di continuare a lavorare per individuare le forme attuali dei rapporti tra cultura e potere, tra donne e società, tra donne e donne, tra conquiste realizzate e immaginari ancora da individuare. I laboratori sono considerati contesti, fatti e questioni sia pratici che teorici, che artiste, storiche dell’arte critiche hanno sollevato o approfondito per circoscrivere alcuni nodi fondamentali di un dibatto ancora in corso.

Temi, laboratori

– Il fare (materiali, azioni, fisicità, pratiche); Il costruire (discorsi, frammenti, relazioni, nessi); L’indagare (introspezione, rimosso, trauma, ferita, autocoscienza, esperienza); L’analizzare (storia, canoni, gerarchia, morfologia, corpo, differenza); Il moltiplicare (corpi, parole, immaginari, segni); Il deformare (narrazioni, storia, architetture, continuità, linee, non-eroi); L’inventare (immaginari, racconti, paesaggi, cortocircuiti); Il narrare (storie, frammenti, sogni, identificazioni); Il provocare (tabu, morale, storia, legge, regole, religione, ideologia, discorsi); La vita (nascita, figli, cura, famiglia); Il vedere (irrappresentabile, invisibile, non detto, margini);

– Il tempo (durata, discontinuità, anacronismo, reiterazioni, genere, circolarità); Lo scrivere (scrittura, riscrittura, parole, linguaggio, intimità)

– Inscrizioni della differenza nel linguaggio delle “maestre” artiste; Politiche dello sguardo o trasformare lo sguardo: vedere dalla differenza di genere; Il sistema della storia (dell’arte) e incursioni del femminismo; Leggere nei dettagli: scrivere e riscrivere la storia dell’arte; Intimità in rivolta; Studi femministi (1970-2017): silenzio, lacune, prospettive nell’Università in Italia; La differenza che avvicina (e non allontana); Dal simbolico al semiotico: ordine del discorso e caratteri del testo visuale;

-L’inconscio politico della storia dell’arte; Il canone della creatività, del genio e del capolavoro: logiche della rappresentazione; Strategie della rappresentazione visiva e forme di potere; Narrazioni aperte e discontinuità nella scrittura e nel visuale; Breve anamnesi della sensibilità femministe/femminili; L’irrappresentabile; Tra visione e scrittura: la perdita di qualcosa di sé; Recuperare la perdita. Tra immaginazione e memoria; Divenire sovrane-divenire sé stesse. La sovranità senza dominio.

Coordinamento e guida: Carla Subrizi, Laura Iamurri

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Progetto della Fondazione Scuola di Alta Formazione Donne di Govermo e La Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea
in collaborazione con Aspasia di Mileto Associazione per la consulenza filosofica di trasformazione
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