Approfondimenti
Cara Bonetti e caro Conte, aiutiate le procure a lasciare le donne e i bambini nelle loro case e trovate luoghi idonei a ospitare i maltrattanti

da Il Corriere della Sera del 27/03/2020

La cosiddetta “emergenza nell’emergenza”, l’aumento della violenza domestica, ha colto un po’ di sorpresa l’ondata di buonismo che sta attraversando la comunicazione di massa; e stava per essere oscurata, tanto per cambiare, dalla previsione che “dopo” la pandemia niente sarà come prima.

L’aumento della violenza verso le donne chiuse in casa con il loro maltrattante mostra, invece, che tutto è come “prima”, anzi peggio. I pronomi di tempo, prima, dopo, ecc. non hanno alcun senso se applicati questa materia. Ma soprattutto l’uso esagerato del “dopo” fa capire che proprio la storia non è mai stata maestra di vita, perché avrebbe dovuto insegnare, ad esempio, qualcosa che riguarda la trasformazione: lo si vede nel presente se sono in corso.

Se si fosse accesa, grazie all’imprevisto della pandemia, una qualche trasformazione dei moltissimi maschi violenti, lo vedremmo ora, nel momento in cui le donne nelle case di nuovo si sono messe d’impegno a prendersi cura delle sorti dei propri familiari e conviventi. E mentre il mondo sopravvive, come in tempi di disastri globali, per l’opera femminile che intende far proseguire la vita dell’umanità, e non solo, i teorici del “dopo”, per insipienza e arroganza, sono già al lavoro con la solita morale della solidarietà.

In questo contesto è da sostenere l’esemplarità della decisione del procuratore di Trento, Sandro Raimondi, il quale ha stabilito che, in caso di violenza domestica, non devono più essere le donne e i bambini a abbandonare le case, ma devono essere trasferiti immediatamente i maltrattanti.
Nella confusione generale, il procuratore ha semplicemente continuato a applicare i principi della legge contro la violenza domestica, anche questi dimenticati e trasferiti al “dopo”?

In questo momento in cui non si può uscire di casa, il messaggio che circola, e forse le decisioni di altre procure, percorre la via più breve e anche quella più disastrosa per la salute delle donne e dei bambini: andare via. Ma dove?
Molti centri antiviolenza sono chiusi, ma se anche fossero aperti mai potrebbero far fronte alla mole di casi che si sta accumulando in questo periodo. Perciò giustizia vuole che siano gli uomini violenti a essere prontamente allontanati dalle case. Per essere mandati dove? Come si requisiscono alberghi e luoghi di ospitalità per ragioni di necessità sanitaria, per lo stesso tipo di necessità (salvataggio della mente e del corpo delle donne) si dovrebbero portare agli arresti domiciliari in albergo gli uomini denunciati attraverso il numero attivato dalla ministra Bonetti.
A lei e al presidente Conte va la richiesta e la raccomandazione di non perdere la lucidità: aiuti le procure a lasciare le donne e i bambini nelle loro case e provveda a reperire luoghi idonei a ospitare i maltrattanti.

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