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Donne e Potere

“Il fatto è che non possiamo permetterci di privarci delle competenze femminili nelle sfere della tecnologia, dell’economia o dell’assistenza sociale. Se questo significa, come non può non significare, meno uomini in parlamento, beh, è noto che i cambiamenti sociali comportano sempre perdenti e vincenti e sarò felice di guardare negli occhi quegli uomini sconfitti. Anche questo, tuttavia, è un modo ancora un po’ elitario di considerare il potere, associato al prestigio, al carisma individuale della cosiddetta “leadership” e spesso, anche se non sempre, a una certa celebrità. Ed è anche una visione molto ristretta: il potere viene visto come un possesso che soltanto pochi, quasi tutti uomini, possono detenere o esercitare, ed è esattamente questo che vuole comunicare l’immagine di Perseo-Trump che brandisce la spada. Quest’ottica esclude per definizione le donne, non come singoli individui , ma in quanto genere. Non è facile inserire le donne in una struttura così codificata come maschile: è necessario modificare la struttura. Questo significa pensare diversamente il potere. Separarlo dal prestigio pubblico. Ragionare in modo collaborativo sul potere dei seguaci e non soltanto dei leader. E soprattutto significa concepire il potere come un attributo, o addirittura un verbo, non come possesso. Quello cui penso è la capacità di noi donne di essere efficienti, di incidere sul mondo e di avere diritto a essere prese sul serio collettivamente, non soltanto individualmente.

È il potere così concepito che molte donne sentono di non possedere, e di volere. Perché l’espressione mansplaining è così popolare, nonostante l’avversione che suscita in molti uomini? Perchè coglie nel segno, andando dritto al cuore di come ci si sente a non essere prese sul serio: un po’ come quando su Twitter qualcuno mi impartisce lezioni di storia romana. In conclusione: dobbiamo essere ottimiste riguardo al cambiamento, pensando a cos’è il potere, a che cosa può fare e alla partecipazione femminile? Forse, un poco. Mi colpisce, per esempio, che uno dei movimenti più influenti di questi ultimi anni, Black Lives Matter, sia stato fondato da tre donne, delle quali pochi di noi, credo, conoscono il nome. Ma insieme esse hanno avuto il coraggio di cambiare il modo di fare le cose.”

Mary Beard, Donne e Potere, Per troppo tempo le donne sono state messe a tacere, trad. it. Carla Lazzari, Milano, Mondadori, 2018, pp.78, 79, 80

nella foto: Mary Beard

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