Approfondimenti
L’umanesimo ha bisogno di alterità

Annarosa Buttarelli ha appena concluso con soddisfazione l’ultima edizione del Festival della Letteratura di Mantova. Le chiediamo un parere sul fatto che al Festival della bellezza di Verona 2020 è stata invitata una sola donna tra gli ospiti.

Ce lo potevamo attendere perché siamo in un’epoca di revanscismo misogino, perciò ci si poteva aspettare un esito del genere. Se lo scandalo non è imprevisto, risulta però scandaloso che questo capiti a Verona. Infatti nell’Università di Verona esiste la comunità filosofica Diotima, conosciuta in tutto il mondo come avanguardia filosofica e, in alcuni manuali, rubricata come l’unica avanguardia filosofica (insieme a Carla Lonzi) per la filosofia italiana del Novecento. Dunque l’ignoranza, voluta o non voluta, degli organizzatori non è più scusabile come non è più scusabile a livello mondiale chi organizza incontri, convegni, conferenze, festival dove la scelta di far partecipare il 90% o addirittura il 100% di ospiti uomini è sicuramente voluta.

Tra l’altro su un tema così delicato come quello della bellezza. Di certo la filosofia maschile ha speso, in merito, molte e molte pagine che conosciamo e abbiamo studiato ma siccome con la bellezza sono sempre implicate le donne, era doveroso a questo punto sentire la loro opinione, visto che, anche se non da molto, è acquisita l’idea che le donne sono esseri pensanti.

Mentre per quanto riguarda la risposta degli ospiti invitati e delle loro minimi reazioni, limitate a un “dispiacere”?
E’ una risposta farisaica perché, come dicevo, il tema della presenza femminile pensante nel mondo è ormai acquisito; quindi diciamo che queste riposte sono di complicità tra uomini, e denunciano un’ipocrisia di fondo. In realtà il narcisismo maschile stenta a fare spazio all’altro o all’altra, diciamo all’alterità: un problema che la cultura europea ha sempre avuto data l’egemonia della filosofia maschile. Il problema di fare spazio all’alterità in questo caso è sopportata dalle donne. Possiamo vedere che la mente maschile non si è ancora modificata quel minimo necessario per potere rendersi conto che l’apertura all’alterità è obbligatoria dal punto di vista dell’umano e dell’umanità. Tra l’altro a Verona vi sono autori che invocano il ritorno all’umanesimo o al neoumanesimo. Allora in questo senso dobbiamo denunciare la non scientificità di queste posizioni, perchè se si invoca il neoumanesimo o l’umanesimo tout court e poi si adottano queste posizioni di chiusura totale all’alterità è chiaro che si vuole ricadere nel vecchio umanesimo che ha portato al punto disastroso in cui siamo oggi.

Annarosa Buttarelli, filosofa e direttrice scientifica della Scuola di Alta Formazione Donne di Governo

In copertina: Achille Funi, Il bel cadavere (Le villeggianti) – Fondazione Casa Museo Boschi Di Stefano

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